Governare un paese: le differenze tra presidente, cancelliere e primo ministro

Nella nomenclatura politica, le posizioni di potere spesso hanno una radice comune. Pensiamo per esempio al termine Zar. Esso deriva da Cesare, che era il titolo onorifico del vice-imperatore durante la tetrarchia dell’Impero Romano, ma prima ancora era l’appellativo che si sceglievano gli imperatori Romani, discendenti di Augusto (Cesare, infatti, deriva da Cesare Augusto, figlio di adottivo di Giulio Cesare da cui prese il nome). Lo stesso termine di imperatore è stato adottato nelle lingue europee, in eredità dal titolo di Imperator dei romani. E il discorso si potrebbe allargare ad altre figure. Ma nelle moderne democrazie liberali abbiamo almeno tre distinte figure che rappresentano il capo dell’esecutivo.

Il presidente: in una repubblica presidenziale come la Francia o gli Stati Uniti d’America la figura del presidente è centrale, egli rappresenta il vertice dello stato ed è il capo della nazione, delle forze armate e dell’esecutivo, che agisce come Amministrazione. In Francia assume le stesse funzioni e incarica un primo ministro, che forma a sua volta un governo. Il presidente è il capo della politica estera ed è quello che dà la direzione e l’impulso alla politica interna, scegliendo suoi uomini di fiducia per i posti chiave. I poteri del presidente francese sono inferiori a quelli del presidente americano, in quanto formalmente non è a capo dell’amministrazione, ma essa dipende comunque da lui.

Il primo ministro è una invenzione della democrazia parlamentare britannica, là dove i ministri servivano la monarchia e bisognava indicarne uno che li rappresentasse, un primus inter pares. Egli è responsabile della politica interna ed estera e agisce come il capo di un consiglio ristretto di ministri, detto “gabinetto”, che ha la sua legittimazione nel Parlamento. In Italia il primo ministro è detto “Presidente del Consiglio dei Ministri”. Il consiglio è l’organo collegiale che forma l’amministrazione esecutiva del nostro paese e rimane in carica fin a quando ha la fiducia di entrambe le Camere. Il premier non viene eletto dal Popolo, ma nominato dal Presidente della Repubblica dopo aver consultato i gruppi parlamentari. I poteri del Presidente della Repubblica in Italia vengono spesso definiti “notarili” di presa d’atto e ratifica delle vicende parlamentari, ma in momenti molto delicati, come dimostra il Settennato di Scalfaro o di Napolitano, egli riveste un ruolo politico assai rilevante, se la sua influenza è in grado di estendersi al parlamento.

Il cancelliere è il primo ministro della Germania e deriva dai paesi di ordinamento tedesco. I cancellieri erano delle figure presenti nell’impero romano, con la qualifica di funzionari nell’amministrazione della giustizia. Termine che è rimasto a noi, identificando una particolare funzione di organo ausiliario del giudice (una sorta di segretario, con precisi poteri). La figura è presente anche come organo di governo nel Regno Unito (ad esempio alcuni ministri sono detti “cancelliere”). Nel diritto germanico esso è il capo del governo, titolo che risale all’Impero Tedesco di fine ‘800, rimasto anche dopo le vicende della seconda guerra mondiale (Hitler era all’inizio un cancelliere, esattamente come la Merkel oggi).