Il comunismo ai raggi X

L’ideologia del Comunismo nasce dall’unione di più ideologie comunitarie che sfociano nella visione del proletariato (formato da operai o dalle classi sociali che vivono unicamente del loro lavoro e non dal profitto generato dal capitale) al potere.

La base del comunismo è l’uguaglianza economica e sociale dei cittadini, imposta dallo Stato, come ente supremo dominato dal proletariato attraverso la dittatura. Con questa precisazione il Comunismo si pone in antitesi a tutte le teorie anarchiche che prediligono il disfacimento dell’entità statuale, una volta raggiunta l’uguaglianza (o meglio, posto in atto il disconoscimento di autorità sovrapposte e superiori).

comunismoIl comunismo viene anche definito come filosofia materialista, come una forma di storicismo, in quanto secondo i suoi fondatori non fa leva sui principi, ma sui fatti. È una dottrina di economia politica e di scienza della finanze che Karl Popper ha demistificato proprio levandogli carattere di scientificità nel suo celebre saggio “Miseria dello Storicismo” in cui accusa il carattere deterministico delle filosofie politiche che interpretano la storia come un divenire, come una serie di avvenimenti in marcia destinati a realizzare un destino.

Il comunismo fa leva su teorie comunistiche di solidarietà ben presenti nella storia dell’uomo e delle civiltà e ravvisate sotto forma di altre teorie e movimenti politici praticamente ovunque. Ad esempio, nell’antica Roma le istanze progressiste di uguaglianza e libertà erano spesso portate avanti dai fautori della plebe, come i due fratelli Gracchi, autori di leggi di ridistribuzione e limitazione del latifondo o di Mario, Cesare e altri campioni “democratici” che imposero una rivisitazione delle leggi sul possesso demaniale e sui debiti.

Quali sono i vantaggi di una società comunista e collettivista? A rigor di logica nessuno. In realtà come utopia è molto forte e travolgente, tanto che il messaggio di Gesù può anche essere letto in questa chiave volendo. Il punto di forza di questa filosofia sta nell’eliminazione delle disuguaglianze, nella ricerca delle pari opportunità, nella eliminazione dei conflitti derivanti dal possesso materiale (la maggior parte delle guerre nasce dall’esigenza di appropriarsi di risorse). Per cui è vero che il Comunismo è una ideologia pacifista, che predica l’uguaglianza e desidera la pace sociale.

Il vero problema è dato dallo Stato: per imporre questa uguaglianza il leninismo prevede il ricorso allo Stato, inteso come essere supremo che si identifica alla fine con la classe dominante, quella dei proletari. Le conseguenze del socialismo reale si sono viste: restringimento delle libertà personali, dirigismo economico, burocrazia elefantiaca, privazione dei principali diritti di critica e di associazione proprio perché vige il principio del centralismo. Inoltre sembra ormai assodato che l’uomo sia più in grado di produrre benessere in un sistema liberale, calmierato da opportuni accorgimenti e che una società con pochi ricchi, molto ceto medio e pochi poveri è preferibile a una società formata da nessun ricco, nessun povero e nessun ceto medio reale perché la prima è in grado di generare comunque ricchezza, mentre la seconda è immobile e dipende interamente dallo Stato (che è impersonato da uomini politici che investiti di quella funzione hanno un immenso potere privo di controllo).