Le alternative all’acquisto definitivo dell’auto

Decidere di cambiare la propria macchina è un passo molto importante. La spesa che ci si accinge a fare può essere molto onerosa. Un modello nuovo in media può costare 15.000 euro e sono in tanti a preferire la formula del finanziamento, per pagare comodamente a rate gran parte del prezzo complessivo. Le considerazioni da fare circa il costo della macchina sono duplici: in primo luogo chiedersi quanto costa non esaurisce affatto il discorso economico. Un’azienda, per esempio, potrebbe dotarsi di un parco macchine estremamente lussuoso, ma poi non avere la liquidità necessaria per mantenerla. Più prosaicamente un privato può fare il passo più lungo della propria gamba, acquistando magari una berlina che con il passare del tempo sarà troppo onerosa. È stato stimato che in media ogni italiano spende oltre 2500 euro annui per l’utilizzo dell’auto. Gran parte di questa spesa se ne va in carburante, ma costo di bollo e assicurazione non è assolutamente da sottovalutare. Per non dire dei costi accessori: il cambio obbligatorio degli pneumatici invernali, cambio dell’olio, riparazioni ordinarie e straordinarie, optional aggiunti nel tempo. Insomma, se si compra una macchina nuova va considerato tutto questo. Non sorprende dunque che ci si rivolga a formule alternative, come l’acquisto dell’usato.

L’usato è un buon compromesso tra chi non vuole spendere molto e desidera comunque avere un’auto di proprietà. Con l’usato si ottiene in genere una sufficiente affidabilità nel tempo, che tende a scemare con il passare degli anni. Comprando una macchina usata di un fabbricante non affidabile o comunque in cattivo stato, per la necessità di risparmiare, si rischia comunque di spendere in più nel corso del tempo. Notoriamente una macchina nuova dà molti meno problemi. Per questo oltre all’usato sono sorte negli anni formule contrattuali che garantiscono all’automobilista l’uso continuato di un mezzo che, seppure non formalmente acquistato, viene utilizzato come se fosse di proprietà: il leasing e il noleggio a lungo termine.

Il leasing è una sorta di affitto a pagamento prolungato nel tempo che dà luogo a un diritto di riscatto alla fine del possesso. Nei fatti si tratta comunque di una forma di finanziamento, è quindi a tutti gli effetti un contratto finanziario che ha semplicemente lo scopo di offrire al cliente che lo richiede, una possibilità tra acquisto definitivo e fine del “prestito”. Il noleggio a lungo termine invece si configura come una modalità di noleggio del mezzo prolungato per un numero di mesi molto elevato e intende eliminare il rischio di un cattivo acquisto da parte dell’automobilista. Nel noleggio a lungo termine in sostanza, l’automobilista si impegna a versare per un periodo molto lungo, che va dai 36 ai 60 mesi, un canone per il noleggio prolungato. Con il costo del canone si assicura il pagamento dell’assicurazione, dell’immatricolazione, del bollo annuale, del cambio dell’olio e degli pneumatici. Un canone forfettario che da accesso anche a delle deduzioni fiscali importanti, che rivelano la grande praticità del noleggio a lungo termine nel campo aziendale e professionale (vedi: http://www.crent.it/it/noleggio-auto-lungo-termine/). Tanto che nato come strumento per aziende e professionisti, ora si è imposto anche presso i privati, con lo stesso innegabile successo.