L’overbooking: perché le compagnie aeree vendono posti in più

overbooking

Una pratica molto diffusa nel settore dei trasporti aerei è l’overbooking: in sostanza, la compagnia aerea vende più posti di quelli previsti.

Risale a qualche mese il clamoroso episodio che ha visto come protagonista la compagnia aerea United, dove un uomo è stato “prelevato” con la forza dal volo in partenza dall’aeroporto di Chicago. Il motivo? A bordo c’erano più persone rispetto al numero dei posti disponibili. Grazie alle riprese video fatte da alcuni passeggeri presenti, è stato facile capire che si trattasse di un caso di overbooking e, infatti, dopo qualche giorno sono arrivate le scuse ufficiali da parte dell’amministratore delegato della compagnia aerea United.

Questo episodio, però, è stato utile per accendere un dibattitto in merito all’overbooking, sulle varie politiche da seguire, sulla gestione dei passeggeri e sulla scelta dei regolamenti da adottare.

L’overbooking spiegato nel dettaglio

L’overbooking, o semplicemente “sovraprenotazione”, è una prassi comune di tutte le compagnie aeree messa in atto per massimizzare i loro profitti in merito ad ogni singolo volo. La stessa “filosofia” viene applicata anche nel mondo alberghiero, dove non è raro che qualche cliente venga meno all’ultimo minuto annullando la sua prenotazione e, di conseguenza, vengono prese in esame molte altre prenotazioni rispetto all’effettiva disponibilità o capienza. E’ difficile che qualcuno si accorga di questo “sistema” perché, la maggior parte delle persone che hanno prenotato o rinunciano al viaggio oppure ritardano perdendo il volo. In caso di rinuncia, i passeggeri chiedono con un previo anticipo che il loro biglietto sia annullato, ottenendo un rimborso parziale. In questo modo, la compagnia aerea ha tutto il tempo necessario per “rivendere” il ticket ed ottenere un’altra prenotazione. Tutto ciò traduce in una doppia opportunità per la compagnia aerea: da un lato incassa una parte del biglietto della persona che ha rinunciato e che, quindi, non ha usufruito; dall’altra, vende nuovamente lo stesso ticket, riempendo completamente l’aereo. La nota negativa, però, riguarda la tempistica di questa pratica che non può essere fatta all’ultimo minuto. Ecco spiegato il motivo per cui la compagnia aerea si muove molto tempo prima, vendendo più biglietti rispetto all’effettiva capienza, in previsione di una possibile mancata presenza da parte di qualche passeggero.

La soluzione migliore per il rimborso: affidarsi ad enti specializzati

Ad ogni modo, tutti i passeggeri sono tutelati da regolamenti e normative ben precise e, nel caso, si imbattono in questo tipo di situazione hanno diritto a un rimborso pecuniario. Per ottenerlo hanno due opzioni: da una parte possono portare avanti l’iter da soli ma non senza prima essere rimbalzati da un ufficio all’altro con scarsi risultati. Dall’altra, invece, affidarsi ad associazioni o portali online, come flycare.eu che si dedicano esclusivamente a questo genere di controversie, ottenendo in tempi rapidi il rimborso del volo aereo proporzionato al danno subito. Grazie all’interfaccia grafica semplificata del sito, inviare la segnalazione per l’ottenimento del rimborso aereo è un gioco da ragazzi! Inoltre, Flycare mette a disposizione dei propri clienti una valida rete di professionisti che informano gli sfortunati viaggiatori su tutti i diritti e la modalità per ottenere un giusto risarcimento per i danni subiti. Alla fine della “corsa”, in caso di sentenza positiva del Giudice, l’intero importo del risarcimento sarà direttamente bonificato sul conto corrente del passeggero, senza riconoscere alcuna somma per Flycare a titolo di spese e competenze legali.

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